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Si tratta di una delle domande più frequenti che ci fanno i visitatori di Etnatracking, soprattutto stranieri. Gente che magari ha visitato altri vulcani attivi come il Tongariro in Nuova Zelanda, dove andare in cima è molto semplice e ben indicato.
Purtroppo per loro l'Etna è gestita in modo diverso e a malincuore rispondiamo sempre allo stesso modo: ad oggi non è possibile raggiungere i crateri sommitali del nostro amato vulcano.
Vediamo brevemente il perché.

Innanzitutto diciamo che sul nostro sito le informazioni ci sono e sono tutte riportate nella sezione dedicata al cratere centrale. Dal 2012 l'accesso e le procedure di sicurezza per l'Etna sono regolamentate dal seguente documento:


Si tratta di oltre quaranta pagine. Abbiamo estratto la parte che interessa gli escursionisti:


Questa sezione dice delle cose interessanti: in situazione di criticità ordinaria, è possibile raggiungere la cima se accompagnati da guide alpine o vulcanologica. Facile no?

Peccato che siamo in Italia, terra della burocrazia. Il documento di cui sopra è emesso dalla protezione civile e viene scavalcato dalle ordinanze della prefettura. Ma non potrebbero parlarsi e fare un solo documento? Insomma, chi la gestisce l'Etna? La protezione civile? La prefettura? L'istituto di vulcanologia e geofisica? L'ente parco dell'Etna? L'UNESCO? Non lo sappiamo...

Il problema principale per i visitatori è che tali ordinanze non sono rintracciabili con facilità sul sito della prefettura. Cercando con attenzione siamo riusciti a trovare una pagina con una raccolta, ma come potete vedere c'è una sola ordinanza sull'Etna aggiornata al 13 maggio 2015 che vieta di andare oltre quota 2600 a sud e 2800 metri a nord. In questo momento la situazione è diversa e data l'assenza di attività vulcanica si può arrivare fino a quota 2900 circa sia a nord che a sud, per la precisione a Torre del filosofo e a Punta Lucia. Il fatto inaccettabile è che da 5 mesi ad oggi non siamo riusciti a trovare nessuna altra info ufficiale, ma siamo certi che si possa arrivare a quota 2900. Come fa un turista a regolarsi in questa confusione?

C'è la mappa con la zona di rischio che evidenzia la zona a criticità ordinaria, ma che non riporta le altre zone in cui solitamente viene ristretto l'accesso. Proviamo ad interpretare le zone per voi:
  • Zona a criticità ordinaria (area in giallo nella cartina): si tratta di una grande area che va dai  crateri sommitali alla parte iniziale della valle del Bove. Ad oggi, oltre questa zona non si può andare nemmeno accompagnati da guide alpine o vulcano logiche, qualunque sia il livello di attività vulcanica. In teoria potete ignorare il divieto e proseguire oltre le transenne che troverete in quota, ma ricordate che:
    1. Se vi beccano vi fanno tornare indietro e in teoria potrebbero farvi anche la multa
    2. Se non vi beccano e vi fate male durante il percorso sono tutti cavoli vostri
    3. Attualmente da Torre del Filosofo c'è un fronte lavico che ha tagliato per circa 400 metri il sentiero di accesso. Occorre camminare per ben 400 metri sulla lava aguzza, quella che noi chiamiamo Sciara. Vi garantiamo che se doveste scivolare in mezzo a un fronte di lava fredda grezza vi fareste parecchio male.
    4. La valle del Bove è molto più in basso, ma è interessata da frequenti colate laviche e soprattutto da improvvise frane di materiale lavico e/o valanghe causate dalle eruzioni. Potrete  scendere dentro la valle dall'alto o entrarci da sotto da  monte Fontane, ma pretate attenzione alle zone interdette
    Se volete dunque salire più in alto possibile, al momento potete farlo seguendo le nostre indicazioni e i nostri percorsi.
  • Estensione dei divieti a seguito di attività vulcanica: non appena aumenta leggermente l'attività vulcanica, vengono generalmente interdette le aree oltre il punto di arrivo della funivia a sud (quota 2500 metri) e oltre monte Pizzillo a nord (2450 metri). In caso di eruzione con sbocco nel versante est viene di solito interdetta anche qualunque attività escursionistica dentro la valle del Bove.
  • Zona del buonsenso: indipendentemente dai divieti, state comunque molto attenti. L'Etna è stata capace di fontane di lave alte fino a mille metri, in questo caso il vento può portare lapilli molto grandi anche a molti km dai crateri.
La situazione è abbastanza complicata e soprattutto mancano informazioni chiare e dettagliate (per questo c'è Etnatracking!).

Ci sentiamo comunque di fare una considerazione: ha senso arrivare fino a quota 2900 metri sull'Etna se poi non si può arrivare in cima? Secondo noi, no. A quota 2900 troverete solo dei crateri spenti, uguali ai Crateri Silvestri o ai Monti Sartorious. Se ve la sentite, potete salire a piedi seguendo i nostri percorsi (o sfruttare solo la funivia) giusto per vedere il deserto lavico, ma pagare 60€ a testa per salire con funivia e fuoristrada e fermarsi a quota 2900 metri secondo noi non è un buon affare.

L'Etna non è solo crateri ed eruzioni, è un mondo molto più vasto e sorprendente. Se non si può arrivare in cima, secondo noi conviene investire una giornata per conoscerlo meglio grazie alle nostre escursioni guidate!

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