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"Avevo sentito parlare delle iridescenze stupende dell'aurora sul mar Jonio, quando la si contempla dalla vetta dell'Etna... La vastità terrestre e marina si dischiuse al nostro sguardo sino all''Africa, visibile, e alla Grecia, che si indovinava. Fu uno dei momenti supremi della mia vita. Non vi mancò nulla, nè la frangia dorata di una nube, nè le aquile..."

"Memorie di Adriano", Marguerite Yourcenar.

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EtnaTracking - Escursioni, sentieri, grotte e natura sull'Etna. Mappe, foto, descrizioni e tracciati GPX

I giganti della Montagna

Molte sono le leggende sui giganti che abitavano l'Etna; la più famosa è probabilmente quella sui ciclopi, che lanciarono i faraglioni in mare per cercare di bloccare la fuga di Ulisse. Ma oltre ai giganti mitologici, ci sono quelli veri, bellissimi e maestosi, che vivono sull'Etna da più tempo di qualuque altra cosa. Sono arrivati fino a noi sopravvivendo alle eruzioni della Montagna, all'attacco dei fulmini e a volte persino ai tentativi degli uomini di eliminarli. Stiamo parlando degli alberi più antichi dell'Etna, gli esseri che da più tempo vivono sulle pendici del nostro vulcano e che trovano nella primavera la stagione ideale per essere visitati.

Ma di quali alberi si tratta? Sull'Etna si trovano molte specie, dislocate in base all'altitudine, al versante e anche alle eruzioni. Tra le principali, troviamo:

  • Castagni
  • Pini
  • Faggi
  • Quercie
  • Betulle
  • Pioppi
  • Il castagno dei 100 cavalli
  • Lo Zappinazzu
  • Pino marittimo
  • Il faggio dell'Acqua Rocca
  • L'ilice di Carrinu
  • Il sentiero delle betulle
  • Pioppi tremuli
  • Un albero su deserto lavico

Ognuna di queste specie è degnamente rappresentata sull'Etna e in alcuni casi si individua con certezza l'elemento principe della categoria.

Il castagno più grande e antico dell'Etna è il famosissimo Castagno dei Cento Cavalli, la cui leggenda dovrebbe essere nota a tutti. Ci limitiamo a ricordare che si tratta del castagno più grande del mondo e probabilmente è uno dei tre alberi più antichi del pianeta.

Per i pini scende in campo lo Zappinazzu, che con i suoi 31 metri e 300 anni di età è il pino larice più grande dell'Etna. A dire il vero, è un pò malconcio, probabilmente a causa di un fulmine; non crediamo che vivrà ancora a lungo. Siamo rimasti decisamente più impressionati da un pino marittimo ignoto che abbiamo incontrato nei pressi dei Monti Sartorius, davvero imponente.

Decisamente più in salute e più massiccio appare il re dei faggi: il grande albero dell'Acqua Rocca, posto a metà della salita, sembra davvero il guardiano della sorgente.

Per quanto riguarda le quercie, arriva l'Ilice di Carrinu, 700 anni e un aspetto davvero imponente, forse l'albero dall'impatto visivo maggiore. I suoi rami lunghissimi e attorcigliati ci affascinano ogni volta che lo vediamo.

Non abbiamo notizia della betulla più grande, tuttavia esiste il sentiero delle betulle, ubicato nei pressi dei Monti Sartorius, dove a tratti le betulle sono così fitte e grandi da apparire impenetrabili.

Alla fine del sentiero della Cubanìa, si trova un meraviglioso bosco di pioppi tremuli. Questi alberi devono il loro nome alla capacità delle loro foglie di vibrare al minimo alito di vento; osservarli in una giornata di sole vi sorprenderà, sia per i riflessi che per il rumore generato da questi alberi, che sembrano muoversi in mezzo al resto del bosco immobile.

Sicuramente esistono altri giganti meravigliosi sull'Etna, che però è in grado di affascinarci anche con i tanti alberi che semplicemente provano a sopravvivere in un ambiente ostile, come l'ultimo albero della galleri di immagini soprastante, che si trova lungo il percorso che porta alla Grotta del Gelo. Non sarà il più grande nè il più antico della sua specie, ma vederlo ci ha impressionato moltissimo.

Buona esplorazione!

Il team di Etnatracking

 

La Grotta di Serracozzo

Ancora una grotta!

E siamo a quota 3. La sezione delle grotte si arricchisce di un altro elemento decisamente affascinante.
Siamo andati a visitare una grotta molto recente, formatasi durante l'eruzione del 1971: la Grotta di Serracozzo. Anche questa è una grotta di scorrimento lavico. Data la sua recente formazione, si notano perfettamente sulle pareti i segni dello scorrimento lavico!

L'interno della Grotta di Serracozzo

Grazie alle aperture sul tetto, nelle giornate di sole la grotta si presenta illuminata in modo soprendente
Potete scaricare il tracciato GPS e le altre foto scattate all'interno accedendo link riservato agli utenti registrati.
Come sempre, non resta che augurarvi buona esplorazione!
 

Cavagrande del Cassibile

Eccoci tornati. Durante la scorsa estate abbiamo accumulato molto materiale da pubblicare e stiamo cercando faticosamente di rubacchiare un pò di tempo qua e là per poter pubblicare i molti tracciati percorsi.

Per la prima volta, pubblichiamo un sentiero che non fa parte dell'Etna, ma che rappresenta uno dei più bei posti della Sicilia orientale (secondo molti, il più bello in assoluto): Cavagrande del Cassibile.

L'altopiano calcareo dei monti Iblei è solcato da alcuni corsi d'acqua, che nei secoli hanno formato delle profonde spaccature dette "cave". Cavagrande è probabilmente la più bella tra queste, attraversata dal fiume Cassibile. E'un luogo fantastico, con cascate, torrenti, laghetti, piante e molto altro da vedere. Una vera e propria immersione nella natura, che può limitarsi ai famosi laghetti principali o spingersi fino all'incontro con la parte più selvaggia della riserva.

Cascate a CavaGrande

La descrizione completa del percorso la trovate alla voce "Non solo Etna"; potete scaricare le foto del tracciato nella sezione dedicata agli utenti registrati. Buon divertimento!
 

News

Mondiali di Sci Alpinismo sull'Etna!

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