"Avevo sentito parlare delle iridescenze stupende dell'aurora sul mar Jonio, quando la si contempla dalla vetta dell'Etna... La vastità terrestre e marina si dischiuse al nostro sguardo sino all'Africa, visibile, e alla Grecia, che si indovinava. Fu uno dei momenti supremi della mia vita. Non vi mancò nulla, nè la frangia dorata di una nube, nè le aquile..."

"Memorie di Adriano", Marguerite Yourcenar.

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Etnatracking - Portale per la condivisione della conoscenza sull'Etna

Da nord a sud dello Stivale

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Eccoci tornati. Dopo la grande delusione delle Case di Pietracannone, presentiamo un itinerario che ne rappresenta la naturale continuazione per chi voglia percorrerlo a piedi: la pineta della Cubanìa.
Si tratta di un percorso in quella che fino a qualche decennio addietro era ancora una tenuta privata, utilizzata per la raccolta della legna e probabilmente della resina di pino. I muretti a secco, i sistemi di canalizzazione dell'acqua piovana, l'ampiezza della stradina sterrata (adattissima ad essere percorsa in bici) rivelano che fino a poco tempo addietro la tenuta era curata da soggetti privati. Speriamo che si riesca a preservare l'integrità del tracciato anche negli anni futuri. Il percorso presenta una interessante (ma impegnativa) variante verso un antico cratere spento: monte Rinatu. All'esterno si presenta come un monte quasi arido, ricoperto di terra rossa, ma al suo interno conserva un vero e proprio boschetto, visibile solo salendo in cima al cratere. Se siete dei camminatori instancabili, alla fine del sentiero potete provare a visitare i monti Sartorious o la grotta di Serracozzo.

Se invece, dopo una lunga camminata, preferireste un tuffo in mare... allora abbiamo un posto anche per voi, anche se un pò lontano dall'Etna: le Cinque Terre, in Liguria.
Si tratta di 5 splendidi paesini, collegati tra loro da sentieri di ogni tipo. Noi abbiamo approfittato di un weekend di vacanza per tracciare il sentiero più facile, che è lungo 10 km e presenta comunque un dislivello di oltre 600 metri.
Buon divertimento!



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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 18 Agosto 2010 20:51 )
 

Tutto quello che potrebbe essere...

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...e che non accadrà mai.

C'è un posto, sull'Etna, dove tutto funziona perfettamente. E' stato costituito il Museo della Civiltà Contadina etnea. I turisti vengono accompagnati lungo un percorso guidato che mostra i molti modi in cui la Montagna dava da vivere agli abitanti dei paesini pedemontani fino ad alcuni decenni addietro. Partono da un antica pineta, dove gli anziani del luogo mostrano il modo in cui si estraeva la resina dai pini e l'uso che si faceva di questa sostanza. Seduto su una panca, un falegname lavora alcuni pezzettini di legno provenienti dalla pineta stessa, usando gli strumenti di una volta per creare dei manufatti che i turisti possono acquistare direttamente dalle loro mani. Il punto che più stupisce i visitatori è l'antica "tacca della neve", una fossa rettangolare dove la neve viene pressata durante l'inverno, accuratamente coperta durante l'estate e quindi prelevata a blocchi. Questa neve viene portata giù a valle con dei carrettini, oggi elettrici ma un tempo trainati dai muli. I blocchi di neve venivano usati come refrigerante prima che si diffondessero i frigoriferi e i migliori pasticceri li usavano per produrre la granita siciliana! Praticavano un foro nel blocco, vi inserivano dentro un cestello girevole, qui versavano gli ingredienti e mescolavano fino a ottenere la consistenza desiderata. Questa tecnica viene oggi mostrata ai turisti nel rifugio a valle della pineta, dove le anziane donne del paesino servono ai visitatori delle granite preparate come 80 anni fa. Oltre a questo, è possibile acquistare i prodotti tipici di questa zona del vulcano: il miele, le conserve, la frutta, il vino, tutti prodotti in modestissime quantità in piccoli appezzamenti di terreno messi a disposizione dagli enti pubblici.

A questo punto possiamo svegliarci. Quello di cui abbiamo parlato ovviamente non esiste sull'Etna. Esiste a Stoccolma (lo Skansen), esiste in Estonia (museo della civiltà rurale), esiste sicuramente in molti altri posti nel mondo e potrebbe esistere anche sull'Etna. Ma al suo posto c'è un rifugio devastato, un sentiero abbandonato, una tacca della neve ormai ricoperta dalla vegetazione. Tutto questo si trova nel sentiero delle case di PietraCannone, tanto mal ridotto che un paio di anni addietro si è meritato un articolo su uno dei maggiori quotidiani nazionali. Si può sempre dire che le amministrazioni non fanno niente per valorizzare quello che abbiamo, ma noi nel nostro piccolo cosa facciamo? Non basta dire "Io amo l’Etna perché è la prima cosa che guardo al mattino". Bisognerebbe fare qualcosa di più che raccoglierci le castagne in autunno e farci a pallate di neve in inverno. A tal proposito, ringraziamo Antonio e Lorenzo, che ci hanno inviato un altro sentiero tracciato da loro, contribuendo così a far conoscere un piccolo pezzettino del vulcano.



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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 06 Agosto 2010 10:51 )
 

La Grotta di Serracozzo

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Ancora una grotta!

E siamo a quota 3. La sezione delle grotte si arricchisce di un altro elemento decisamente affascinante.
Siamo andati a visitare una grotta molto recente, formatasi durante l'eruzione del 1971: la Grotta di Serracozzo. Anche questa è una grotta di scorrimento lavico. Data la sua recente formazione, si notano perfettamente sulle pareti i segni dello scorrimento lavico!

L'interno della Grotta di Serracozzo

Grazie alle aperture sul tetto, nelle giornate di sole la grotta si presenta illuminata in modo soprendente
Potete scaricare il tracciato GPS e le altre foto scattate all'interno accedendo link riservato agli utenti registrati.
Come sempre, non resta che augurarvi buona esplorazione!
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 01 Giugno 2010 21:44 )
 

Cavagrande del Cassibile

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Eccoci tornati. Durante la scorsa estate abbiamo accumulato molto materiale da pubblicare e stiamo cercando faticosamente di rubacchiare un pò di tempo qua e là per poter pubblicare i molti tracciati percorsi.

Per la prima volta, pubblichiamo un sentiero che non fa parte dell'Etna, ma che rappresenta uno dei più bei posti della Sicilia orientale (secondo molti, il più bello in assoluto): Cavagrande del Cassibile.

Si tratta di una cava da tempo in disuso, al cui interno scorre il fiume Cassibile. E'un luogo fantastico, con cascate, torrenti, laghetti, piante e molto altro da vedere. Una vera e propria immersione nella natura, che può limitarsi ai famosi laghetti principali o spingersi fino all'incontro con la parte più selvaggia della riserva.

Cascate a CavaGrande

La descrizione completa del percorso la trovate alla voce "Non solo Etna"; potete scaricare le foto del tracciato nella sezione dedicata agli utenti registrati. Buon divertimento!

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 01 Giugno 2010 21:30 )
 
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